Il nostro manifesto

Walkabout è il nome dato a un tradizionale rito aborigeno durante il quale giovani uomini della tribù si mettevano in cammino per le praterie e le boscaglie australiane, aprendo vie di collegamento e canali di comunicazione con altre tribù insediate in luoghi distanti. La camminata intrapresa dagli aborigeni, oltre a favorire scambi commerciali e culturali, aveva una forte valenza spirituale, dal momento che a ogni percorso era associato un canto e a ogni canto corrispondeva un mito. Il sistema di strade e sentieri aperti dal cammino degli aborigeni fu definito dallo scrittore Bruce Chatwin “Le vie dei Canti”, una sorta di mappatura che non era di ordine cartografico ma si basava sull’orientamento di chi si metteva in cammino e, tramite l’atto stesso di camminare, costruiva il percorso strada facendo, passo dopo passo.

Il mondo rivela se stesso a coloro che viaggiano a piedi Werner Herzog

A differenza del nomadismo aborigeno, nel contesto urbano odierno troviamo percorsi metropolitani prestabiliti. Per un viaggiatore l’ordine di una città e i suoi possibili cammini seguono il flusso del traffico, le vie dello shopping e gli itinerari turistici di massa. Sottrarsi a quest’ordine – all’immagine di città che, nel bene e nel male, ci è stato imposto - significa aprire uno spiraglio all’interno del quale è possibile rileggere gli spazi urbani e i suoi infiniti percorsi, riempirli di significati personali, viverli in modo relazionale. 
Siamo per un turismo lento e contro un turismo usa e getta, per un turismo fatto di persone e non di cose, per un turismo che agisca attivamente a favore del territorio anziché depredarlo, per un turismo che non si accontenti del guardare ma voglia conoscere, ascoltare, raccontarsi, giocare, camminare e talvolta anche perdersi.

Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare Walter Benjamin

La proposta di Walkaboutnaples non è fatta di semplici visite guidate o percorsi tematici bensì di profonde esperienze di vita incentrate su una rete di solidarietà etico-economica che considera i viaggiatori parte attiva nella trasformazione del territorio, secondo un’idea di viaggio che, non trascurando la scoperta di meraviglie storico-artistiche spesso poco valorizzate, ha come vero obiettivo la condivisione di battaglie umane e civili, di progetti sociali e culturali. Utilizzando Napoli - la sua bellezza contraddittoria, la sua anima vagabonda, la sua cultura multiforme - come laboratorio di giochi interattivi, percorsi narrati, itinerari responsabili e workshop per la valorizzazione di eccellenze territoriali, Walkaboutnaples vuole andare oltre l’immagine stereotipata, da cartolina o viceversa da fiction televisiva, di una città e di un intero territorio dimostrando che a Napoli e in Campania è possibile creare una sinergia tra impresa e cultura, impegno sociale e sviluppo economico, l’esigenza di creare lavoro e quella di non smettere di sognare una società equa e solidale.